Innalzo il corno, a le città soggette
Signoreggiando le torrite fronti;
Ma verdi colli, e biancheggianti ville,
E lieti colti in mio cammin vagheggio,
E tenaci boscaglie a cui commisi,
Contro i villani d’aquilone insulti,
Servar la pace del mio picciol regno,
E con Febo alternar l’ombre salubri.
Nè al piangente colono è mio diletto
Rapir l’ostello e i lavorati campi,