Su lunga scala o per dirupo, lieve
Scorrer col piè non alternato a l’imo,
Nè mai grado calcar nè offender sasso;
Tal su gli äerei gioghi sorvolando,
Discendea la celeste. Indi la fronte
Spóglia di raggi, e d’ale il tergo, e vela
D’umana forma il dio; Mirtide fassi,
Mirtide già de’ carmi e de la lira
A Pindaro mäestra; e tal repente
A lui s’offerse. Ei di rossor dipinto,