Rada il basso terren del vostro mondo;
Non spiri aura di Pindo in sua parola:
Tutto ei deggia da l’intimo
Suo petto trarre e dal pensier profondo;
E sia costretto lasciar sempre in pace
L’ingorda Libitina e il Veglio edace.
«E perchè privo d’ogni gioja, e senza
Speme si roda il perfido,
Lira eburnea gli tolgo e plettro aurato!»
Un gel mi corse a la feral sentenza;