E non insisterò qui ancora sui precetti e sulle massime morali che in quello stesso Carme vengono, con severità e schiettezza di forma e di pensiero che ricordano il Parini dell’Educazione, inculcate e proclamate. Esse sono bensì quali ogni onesto e probo razionalista accetta e rispetta, ma altresì quali nessun credente rifiuta, o dovrebbe rifiutare. Vi si bandisce una morale profondamente ed eternamente umana, al di fuori e al di sopra d’ogni fede o contingenza religiosa.
E come nel Carme, così nell’Urania. Quel Giove, che qui ancor siede ne’ palagi d’Olimpo, ma così insolitamente pietoso dei mali ond’è afflitta e dolente l’umana stirpe, non ha che da mutar nome per diventare il Dio degl’Inni sacri. Sembrandogli oramai piena la vendetta dell’ardimento di Prometeo, del rapito foco, egli accolse più mite consiglio; e fermò di richiamar dalla terra le Furie, che vi avean fatto troppo empio governo:
assai ne’ petti umani
Commiser d’odj, e volser prone al peggio
Le mortali sentenze.
A ricondurre l’amore tra gli uomini, quel Padre misericordioso mandò in mezzo ad essi le Virtù. Le quali, nella reggia olimpica, gli alitavan d’intorno.
Di felici
Genj una schiera al Dio facea corona,
Inclita schiera di Virtù: chè tale
Suona qua giù lor nome.