Ove furente
Imperversar la Crudeltà solea,
Orribil mostro che ferisce e ride,
Vider Pietà che mollemente intorno
A i cor fremendo, dei veduti mali
Dolor chiedea; Pietà, de gl’infelici
Sorriso, amabil Dea.
Le personificazioni le aveva rimesse di moda il Monti. Ma codesta amabile Dea, degl’infelici sorriso, presso che sconosciuta al mondo classico, era stata negletta dai nuovi poeti del classicismo napoleonico. Essi, come quegli uomini primitivi, conoscevano bensì l’Offesa, la quale passeggiava con alta fronte, feroce e stolta, e provocatrice; non quel mite Genio che il Manzoni immagina le si opponesse:
Lo spontaneo Perdon, che con la destra
Cancella il torto, e ne la manca reca