Cheti e gravi in dimessa figura
Oggi al tempio, fratelli, moviamo.
Come gente che pensi a sventura
Che repente s’intese annunziar...;
e andò oltre per tutta la seconda strofa:
S’ode un carme: l’intento Isaia
Profferì questo sacro lamento,
In quel dì che un divino spavento
Gli affannava il fatidico cuor.
Ma l’Isaia novello non seppe proseguire, per allora: il trambusto e lo strazio temuto di questa sua nuova Gerusalemme voleva per sè tutti i suoi pensieri e le sue cure.