Per me; nè lamentar posso un destino,

Ch’io non voglio mutar. Tal del mortale

È la sorte quaggiù[397]: quando alle prese

Son due di lor, forza è che l’un piangendo

Esca del campo. Tu vivrai; null’altro

Dono ha Carlo per te.

DESIDERIO.

Re del mio regno,

Persecutor del sangue mio, qual dono

Ai re caduti sia la vita, il sai?