Siam soli, alfin, diletto Anfrido; io posso

Questo superbo intollerabil giogo

Di finta gioja e di dolor compresso,

Da me cacciarlo alcun momento, e teco

Essere Adelchi. Da quel dì che il padre

Me fanciullo di nobili fanciulli

In lieto coro addusse, ed io ti scersi,

E ti presi per mano, e dalla folla

Senza dubbiar ti trassi, e con te solo

Divider volli il pueril trastullo