Membrando i fidati colloquj d’amor.

Per greppi senz’orma le corse affannose,

Gli oscuri perigli di stanze incresciose,

Il rigido impero, le fami duràr;

Si vider le lance calate sui petti,

Udiron per l’aure[459], rasente gli elmetti,

Le frecce pennute fischiando volar.[460]

E il premio agli stenti sperato dai forti,

Sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,

Por fine ai lamenti d’un volgo stranier?