All’opera imbelle[466] dell’arse officine,

Ai solchi bagnati di servo sudor;

Stringetevi cheti l’oppresso all’oppresso,

Di vostre speranze parlate sommesso,

Dormite fra i[467] sogni giocondi d’error.

Domani al destarvi, tornando infelici,

Saprete che il forte sui vinti nemici

I colpi sospese, che un patto fermò:

Che regnano insieme, che parton le prede,

Si stringon le destre, si danno la fede,