Chè invincibil nol credo, io vi domando
Se fia concesso il farne lagno;[797] e dove
Si riscotan per questo onte e dispregi,
Che far? soffrirli? Non v’aggrada, io stimo,
Questo partito; risentirci?[798] e dargli
Occasion che, in mezzo all’opra, e nelle
Più difficili strette ei ci abbandoni
Sdegnato, e al primo altro signor che il voglia,
Forse al nemico, offra il suo braccio, e sveli
Quanto di noi pur sa, magnificando