La nostra sconoscenza, e i suoi gran merti?
IL DOGE.
Il Conte un prence abbandonò; ma quale?
Un che da lui tenea lo Stato, e a cui
Quindi ei minor non potea mai stimarsi;
Un da pochi aggirato, e questi vili;
Timido e stolto, che non seppe almeno
Il buon consiglio tôr della paura,
Nasconderla nel core, e starsi all’erta;
Ma che il colpo accennò pria di scagliarlo: