E tratti in ceppi, e noverati a branco,

Spinti ad offesa d’innocenti squadre

Con cui meglio starieno abbracciamenti.

Oh giorni! oh campi che nomar non oso!

Deh! per chi mai scorrea

Quel sangue onde il terren vostro è fumoso?

O madri orbate, o spose, a chi crescea

Nel sen custode ogni viril portato?

Era tristezza esser feconde, e rea

Novella il dirvi: un pargoletto è nato!