Da un miglio in mare, costa colli monti e città assumevano tragici aspetti. Natura selvaggia, chiomata di neri pini, folta, bizzarra, seminata di ciglioni calvi di puro macigno e di caverne dall'aspetto preistorico, feroce. Una sopra le altre, a metà delle Maure, occhio ineguale acciecato come quello del Ciclope d'Odisseo parea che fissasse immobile, senza vederlo, dal cavo profondo, il mare fangoso che attraversavano. La pianura verso Bordighera tutta marese e dune intersecate dagli speroni delle colline a segnar le vallette: la punta di Sant'Ampeglio a capo della pianura, pareva una macchia nera sul mare giallo. A sinistra facea spalliera alla città di Ventimiglia, punto avvallato di congiunzione di due infinite ali di montagne, una sequenza di montagnole più sinistre ancora delle altre e si perdeva nella valle del Roja bieca e spoglia nell'alto. Ventimiglia assumeva l'aspetto d'un immane teschio posato sul vertice d'una collina di tufo, e pronto a ruinar sempre verso il mare a dirupo verso la spalliera misteriosa d'ombre e di foreste sottomarine che ancor oggi si chiama delle Calandre e che vista dal largo ha l'apparenza precisa d'un nordico fiordo. Soltanto il campanile della cattedrale, un antico tempio romano, rompeva l'aspetto di teschio mozzo assunto dalla città, e posato in un piatto il cui orlo era formato dalla cintura delle fortificazioni. Sotto il cielo nuvoloso, chi sa per quale rifrazione, il cumulo dei tetti livellato prendeva certi toni biancastri molto simili a quelli del marmo sfaldato da tempo con venature di ruggine simili alle giunture d'un cranio disseppellito.

— No davvero ch'io non invidio Betto Grimaldi — susurrò il marchese di Spigno — la residenza in una simile città non deve avere nulla di piacevole!

— E sopra tutto la dolce Chiarina — aggiunse la marchesa — io sento in coscienza di non invidiare: preferisco il mio castello del Monferrato per noioso che sia!

— Certamente che la nobiltà vostra ornata di grazie e di doni morali, — rispose l'Embriaco — farebbe in quel costone laggiù l'effetto d'una regina rediviva entro una necropoli: ma, e ne sono sicuro, ravviverebbe la cornice malinconica e muffita come certe castellane vostre antenate avrebbero tenuto corti d'amore in bicocche nude e fredde e spoglie delle Langhe e della Val d'Aosta!

Fiorina sorrise all'elogio, e Ibleto riprese:

— Sapete voi, conte, con precisione da chi sia circondato Betto Grimaldi?

— Gente di nessun conto, se ne si eccettui il capitano Cavalli.

— Lavinio Cavalli, l'innamorato di Virgilio?

— Perfettamente: il resto non val la pena di menzione: c'è, ve lo noto di sfuggita, quel soldataccio di Nicola Borzone, detto Senza-dio....

— Un volterriano?