— Obbedite!
Il più vicino dei portatori consultò dello sguardo il prete che annuì, poi si curvò sul morto e gli trasse dalla cintura un pugnale dall'impugnatura aspra di borchie preziose che Luca riconobbe immediatamente.
— Per nostra Signora del Miracolo! O mi prendono le traveggole o codesto è il pugnale che ieri ho donato io stesso al Seborga in premio dei suoi saggi consigli! Porgetemelo padre, ve ne prego!
Chè il villano aveva consegnata l'arme al prete. Il quale la benedisse e la porse al Lascaris.
— Non c'è alcun dubbio: è lo stesso. Costui che giace morto davanti a noi è forse dunque il buon Seborga?
Ad uno ad uno gli uomini del Lascaris vennero curiosamente ad esaminare il cadavere: ma tutti appartenevano al drappello del Ricciuto ed avevano intravveduto il Seborga a mala pena la sera prima. Nessuno dunque lo riconobbe.
— Padre — dichiarò Luca allora — io sono il conte Lascaris.....
I villici si sberrettarono e il prete s'inchinò.
— .... ed ho il sospetto che codesto povero morto sia lo scudiero del duca di Nervia.....
Nuovo sberrettamento e nuovo inchino.