— Non risolleviamo dolorosi ricordi. Se è destino si compirà. Ma ricordate però — questo sì — che la città, ligia a Betto Grimaldi e alla Serenissima, oggi, e ieri presa dalla fremebonda pazzia parigina tanto da innalzare quello scherzo di cattivo genere, parodia d'albero di cuccagna, che chiamarono albero della libertà, ricordate che la città sola è nostra nemica e che merita un esempio. Vassalla dei Lascaris, dei Nervia e degli Altariva, si darebbe al primo venuto piuttosto che a noi ed al re. Mi comprendete? Mi approvate?
— Vi comprendo e v'approvo.
— Ordunque stringiamoci noi due, noi due, in questo patto: la città nostra!
— Per il Re!
— Sia: per il Re. Ma nostra!
— E di Luca Lascaris!
— E di Luca Lascaris. Ma poco possiamo contare sul nostro compagno valoroso e fedele di due anni or sono. È dominato da una folle passione per quella castellana di Spigno....
— Ma Fiorina è con noi, per il Re!
— La donna segue il vincitore.
S'alzò, uscì sulla soglia della tenda e rientrò.