— Che notte! Sembra fondo inverno. Che ore saranno?
— L'alba fra poco. Ma non mi avete confidato il terzo avvenimento al quale alludevate poco fa.
Camillo Altariva fece appello alla memoria.
— Avete ragione: ecco qua: è sparita la contessa Lascaris madre.
Il Nervia più che colpito guardò stupito l'interlocutore.
— Sparita! E in che modo? Spiegatevi.
— Facilmente. Ieri mattina la contessa uscì dal castello per la cavalcata abituale, seguita al solito da una scorta di quattro uomini. Non tornò, od almeno ieri poco prima del tramonto, quando io sono passato al castello per cercarvi Luca e recarmi qui con lui, seppi che non era tornata. Il fatto è senza precedenti: la contessa Isabella non ha mai prolungato oltre due ore la cavalcata mattutina. Le ultime notizie sono queste, madre e figlio uscirono insieme, girarono il forte, si separarono: Luca discese per guadare il Roia e girar Roverino per recarsi al vostro convegno, e la contessa, pare, scese verso il Bevera. Poi nulla più se ne sa.
— E in città? Che sia rimasta presso Chiarina Grimaldi?
— No: l'abate Bernardino Viale che vidi al castello, veniva appunto di città: niente contessa Isabella.
— E allora che sospettate?