— Grazie, cittadino, ma non temere: so camminare anch'io.
— Sui tappeti, a giudicarne dai tuoi piccoli piedi. Ma non importa: quando sarai stanca ti porteremo.
Il sentiero si allargava sulla ripa e, nell'addentrarsi che fecero entro la valle, i viaggiatori, dopo la temperatura quasi rigida provata nel tragitto marino, ecco una quasi tepida ne trovarono come se entrassero in una serra.
— Qui fa quasi caldo — fece osservare Tibullo che s'accorse del refrigerio provato dai suoi ospiti: — il piccino ci si crogiola a suo bell'agio. E ne aveva bisogno. Tiene l'anima coi denti e per di più, dicono, ha sposato l'amante di Barras, una creola bella e sana da far impazzire, una donna da mettere a terra più uomini che Kleber non isfianchi cavalcature.
— Già, l'ho sentito dire — osservò Ibleto mellifluamente — ed ho sentito dire che il comando dell'armata del Varo fu il cestello di nozze di Barras.... per gratitudine.
Tibullo aggrottò le sopraciglie.
— Spero che non ci sia niente di losco nelle tue parole, cittadino.....
— Lungi da me tal pensiero! — s'affrettò a replicare lo Spigno.
— .... perchè t'avverto, senza complimenti, che per istare in concordia con noi non bisogna dir male del piccino, neanche per ombra! Di' quello che vuoi di Massena e degli altri, e di tutti i politicanti di Parigi, ai quali farei portare per qualche settimana i cannoni, invece dei muli che non abbiamo: parla male anche di Hoche, se vuoi, ma lascia stare il piccino: il piccino non si tocca!
— Vuoi molto bene al tuo generale a quel che vedo, amico? — susurrò Fiorina per aiutare il marito — Lo conoscevi forse prima che giungesse a Nizza?