— No, cittadina, mai visto prima. E che bisogno ce ne sarebbe stato? Gli uomini si conoscono a colpo d'occhio, come io ho conosciuto il tuo vecchietto....
Ibleto si raddrizzò offeso.
— .... e quell'altro là dietro che non parla, ma che sarebbe un magnifico capo di battaglione. Gli uomini si conoscono all'occhio...
— E le donne, Tibullo? — domandò un soldato ridendo.
— Al tatto.
Le risa raddoppiarono svegliando gli echi della vallata.
— Cosicchè, cittadino — chiese Fiorina divertendosi, — tu hai conosciuto all'occhio il tuo generale?
— E all'orecchio. Sfido io! Come si fa a non seguire un piccino che invece di parlarti di Repubblica una e indivisibile, di onore (quello del Direttorio) e di patria (la pancia di quei signori) e di tante altre cose da farti crescere la barba tanto da camminarvi sopra, arriva senza complimenti, non degna di uno sguardo i colonnelli e i generali, ma si mette in mezzo a noi e ci dice senza tanti preamboli: «Ragazzi miei, vedo che avete fame e freddo: dividiamo quello che c'è e visto che quei signori di Parigi non sono buoni che a chiacchierare e a mantener sgualdrine, venite con me che vi porto in un posto dove troverete da mangiare come papi, da bere come frati e da.... carezzar donne come cardinali». Ti pare, cittadina, che un piccino simile non meriti simpatia?
— Evviva il piccino! — urlarono i soldati entusiasti.
E colui che possedeva un simulacro di fucile fece partire un colpo in aria!