E ripetendo l'inchino precedette la comitiva nella stanza di Murat, che merita l'onore d'una breve sosta.
L'uomo pomposo, che doveva diventare Re di Napoli, rivelava fin d'allora le sue attitudini al fasto, e le rivelava naturalmente come poteva. La stamberga al piano terreno ove abitava era uno strano amalgama delle cose più disparate. Due tamburi coperti da vecchie gualdrappe dai colori vivaci, l'una gialla, e verde l'altra, servivano da sedie. L'una delle pareti spariva sotto una bandiera nazionale spiegata e nuova di zecca: Murat se l'era fatta prestare probabilmente dal commissario. Sulla parete di fondo un labaro, chi sa a qual chiesa di Provenza rubato, mostrava le Tre Marie che scendono dal mare sulla Crau; nel fondo un mostro tutto cresta sul dorso raffigurava la famosa Tarasque. Sulla terza parete un piviale con un sole fiammante nel centro, affetto da calvizie, ed accanto al piviale, conficcata con chiodi celati da coccarde nazionali una carta.... della Turchia, sormontata da un pezzo di carta pecora dipinto rozzamente e raffigurante un'orgia di fucili e cannoni con una divisa in fondo che portava la leggenda: Souvien-toi d'Alexandre. Probabilmente alludeva al Macedone. Una sciabola, nell'angolo a destra, dal fodero infiocchettato come una mula spagnola e il cappello d'ordinanza appeso in alto sopra Alessandro il Macedone e riccamente guarnito d'una penna color canarino piantata là dove i tirolesi portano la propria. L'impiantito di mattoni spariva sotto una tovaglia riccamente macchiata di vino a guisa di tappeto.
Nell'entrare, madamigella Chiarina trattenne appena un grido di sorpresa, ma Gilda battè le mani.
— Madonnina! — esclamò — par d'essere dall'indovina coi tarocchi!
Non presero purtuttavia meno possesso della stanza così stranamente apparata e madamigella Chiarina sedette sopra un tamburo, Betto Grimaldi sull'altro e la Gilda restò in piedi accanto alla padrona. Il capitano Cavalli rimase appoggiato allo stipite della porta e cavò di tasca il vecchio Virgilio immergendosi nella lettura.
— È un prete o un ufficiale il vostro compagno? — domandò l'aiutante Marmont a Filippo Balbi, additandogli il capitano che parea leggesse il breviario.
— È un dotto come il fu signor di Voltaire — gli rispose l'interrogato.
E trasse in disparte il francese.
— Questo giovane alfiere — gli disse a bassa voce, si chiama Giano Lercari ed è di illustre famiglia genovese.....
Marmont alzò gli occhi sul bastardo e salutò.