Il capitano Cavalli. — (a mezza voce) Imperator.
Aiutante Murat — (sobbalzando). Mi permetto di farvi osservare, mio capitano, che, dopo la rivoluzione sono cessati fra noi i Re e gli Imperatori.
Il capitano Cavalli. — Vi prego di scusarmi, aiutante Murat. Ho chiamato Imperator il vostro generale alla maniera dei romani: duce supremo, palladio, insegna della Patria.
Aiutante Murat — (sfolgorando). Ci sto, mio capitano. Voi non potevate definir meglio il pic... il generale Bonaparte. Imperator! È lui, sputato. E con lui che bella vita piena d'avventure! Altro che la vostra di guarnigione!
Il capitano Cavalli. — (soprapensieri pronuncia come se succhiasse e centellinasse qualche cosa di sciropposo); Deus nobis...
Tibullo. — (interrompendo e continuando)...... haec otia fecit.
Stupore del capitano Cavalli che ha trovato un collega là dove non credeva esistesse che crassa ignoranza e risata di Murat per lo stupore del capitano ed eco dei soldati. Ma un solo gruppo non se ne accorse, quello formato da Marmont, da Filippo Balbi e dal bastardo Lercari.
Marmont. — Credo che la vostra decisione, signor Lercari, sia quella che vi convenga di più, ed io dunque l'approvo. E dò lode al capitano Balbi che vi ha suggerito la buona via da seguire. Credo che il generale vi chiederà al vostro comandante ma non credo sia opportuno che il capitano Balbi ed io stesso ci facciamo vostri presentatori.
Giano. — E chi allora?
Marmont. — Voi stesso, mio caro. Che ne dite, capitano Balbi?