— E verreste voi con me?

— Sì, verrei con voi. Vi credo: credo in voi. E debbo essere il primo a dirvelo.

— Il primo?

— Credo di sì. Non conto coloro che vi amano, chè, non hanno merito a credervi. Conto solamente coloro che con lucido spirito vi hanno osservato. Non credo che siano molti, e voi non sareste al posto che occupate.

— Può darsi che abbiate ragione.

— L'ho. Non ne dubitate nemmeno voi.

Il generale repubblicano piegò di nuovo il capo sulla carta mormorando:

— Riparleremo di tutto questo.

— A piacer vostro.

Un cenno che poteva passare per un commiato. Ibleto di Spigno salutò e si diresse alla porta. Fu richiamato.