— Non tanto, chè ci ho le nocche anch'io, e lo sa oltre il signor Tibullo anche il signor aiutante Murat....

— Come? Anche l'aiutante? Ma tu fai strage più del cannone, Gilda!

La vispa cameriera un po' confusa apriva tuttavia la bocca per replicare, quando la porta si spalancò e Marmont annunciò vibrato e imperioso:

— Il Generale!

Entrò il Bonaparte a passi brevi e rapidi e licenziò d'un cenno Gilda, la quale spaventata s'ecclissò davanti a Marmont che richiuse la porta uscendo.

— Signore — esclamò la marchesa alzandosi e raccogliendosi intorno alla persona la coperta di damasco — in quale società di villani avete imparato a trattar con le donne? Vi prevengo che nelle mie stanze non entra che chi piace a me, dopo che me ne ha chiesto permesso!

La coperta di damasco era più lunga che larga, di modo che una spalla e le gambe dal ginocchio in giù ne sfuggivano: una spalla non piena ma dal puro contorno, e due gambe affusolate, che la calza carnicina svelava scrupolosamente. I capegli fluenti, lunghi, serici e gli occhi sfolgoranti di dispetto davano alla piccola marchesa, che nel parlare s'era alzata sulla punta dei piedini, l'apparenza dell'angelo armato di fuoco posto a guardia del Paradiso Terrestre. Ma il giovane generale non ebbe un solo sguardo nè per la spalla nuda, nè per le gambe perfette, nè per la vibrante capigliatura: sedette sopra un alto cassone e come se domandasse la cosa più semplice di questo mondo, le chiese:

— Dov'è il vostro amante?

Accade spesso che gettando fuoco su fuoco, invece di ravvivarsi maggiormente, sembri spegnersi lì per lì: così la marchesa rimase interdetta sotto il nuovo insulto.

Mormorò: