— E voi l'accompagnaste colà?

— L'incontrai nella mattina di ieri, dopo una notte d'incerto cammino, poichè avevo nelle strade buie e malagevoli smarrita la scorta: fui dal marchese condotto al campo francese. E se domani Ibleto di Spigno verrà ufficialmente a convincervi, oggi io mi sono allontanato per poche ore, senza alcun incarico, spontaneamente.

— Per noi?

— Non per voi: non credevo di trovarvi, non lo speravo. Ma bene speravo di veder qui la illustre marchesa.

— E qual'era il vostro pensiero?

— Questo: non v'opponete: è inutile. Ritarderete d'un giorno il passaggio del generale Bonaparte, forse. Dico forse perchè può qui lasciare un migliaio d'uomini a combattervi se guerriglierete e correre innanzi come vuol correre. Non ne guadagnerete dunque nulla e perderete i vostri uomini e perderete voi stessi: le vostre campagne saranno devastate, o, quel che è peggio, date in balìa al popolo di Ventimiglia che non vi seguirà, poichè Betto Grimaldi è al campo e tratta, e peggio, spera in un salvacondotto che gli permetta di conservare la città. Saranno spianati i vostri castelli e condotta in prigionia la nobile marchesa qui presente, e voi, se resterete in vita. Sacrificio inutile, credete a me.

Stava per protestare Luca Lascaris, e la stessa marchesa per intervenire, quando l'Altariva rispose:

— Vi credo!

Qui lo stesso Embriaco fu sorpreso.

— Vi credo — replicò l'Altariva — ma pongo due condizioni.