Almerico di Nervia si diresse verso la grande tavola, vi prese un foglio sul quale delle lineette eguali erano tracciate. Vi gettò lo sguardo senza forse vedere e, senza accorgersene forse, lesse:
L'azzurro mar preclude il varco....
Alzò la spada insozzata di sangue e la ripulì ben tranquillamente sul foglio segnato dai versi dell'abate.
XXXV.
Qualche istante meditabondo si librò increscioso per la vasta sala silenziosa. Il Nervia ringuainò dopo aver salutato il morto, poi si volse interrogativo al Lascaris, il quale comprese ed agitò il cordone del campanello che si profilava sull'arazzo.
Al tenue strepito del passo la Marchesa s'alzò.
— Vi chiedo licenza di ritirarmi, nobili signori.
Tre inchini, poi:
— Il signor abate non può offrirvi la mano, signora madre — rispose Luca Lascaris — Mi permetterete d'accompagnarvi.
Ma l'abate, pur tremando e battendo i denti, s'alzò e pose ogni studio nel volger le terga al cadavere e, pur essendone attirato ad ogni passo dalla mala curiosità, pervenne a raddrizzarsi, a irrigidirsi, ad assumere un contegno decente e, quantunque barcollando, ad alzare la destra e ad offrirla quasi galantemente alla dama.