— Signor abate, voi siete un eroe — gli sogghignò dietro il Nervia.
Un servo accorso alla scampanellata alzò la portiera e la coppia scomparve. Il servo ad un cenno di Luca ne chiamò altri e tutti insieme s'accinsero a sollevare il cadavere dopo averlo avvolto nel mantello.
Mentre il funebre gruppo s'avviava lentamente passando innanzi ai tre signori, due dei quali in omaggio pio si fecero il segno della croce curvando il ginocchio, un gentiluomo s'affacciò alla porta e poi si fece da parte perchè il gruppo avesse agio ad uscire.
— Il conte Embriaco è caduto sopra la punta fatale — disse il nuovo venuto — Qui gladio ferit, gladio perit. Buona pace!
Espresso così leggermente l'epitaffio al morto avventuriero entrò nella sala e salutò:
— Godo assai, Luca, nel vedervi in buona salute.
— Il marchese Ibleto di Spigno!
— In persona, in ossa e cartilàgini e pelo annesso. La vostra nobile signora Madre è vegeta e sana? E quel famoso colpo di spada, il cui effetto ho appunto osservato, è dunque opera vostra?
— Opera mia, signor marchese!
— Almerico di Nervia! Signor duca, vi sono schiavo, e mi dichiaro lieto di trovarmi in paese di conoscenze. Cioè, domando perdono.... presentatemi al signore, vi prego. Luca!