— Come volete ch'io sappia quello che vi ha consigliato la buon'anima dell'Embriaco? Anzi, guardate, per meglio intenderci, ditemelo.
— Possiamo contentarvi con poche parole. Ci consigliò di non opporci all'invasione francese.
— E perchè?
— Pretendeva inutile ogni reazione.
— Nulla è inutile al mondo — rispose Ibleto — ogni parola anche la più astratta ha il suo corrispondente reale. Appunto perchè c'è la parola, esiste la cosa. Le due sillabe spettro, ci offrono una realtà, come le tre anima e le cinque perseveranza. Ogni reazione è dunque utile. Riconosco alle pretese esposte l'incolto spirito del conte Embriaco. È vero che si riprendeva spesso la rivincita con altre qualità. Ma non dobbiamo trattare di ciò. Vi ha dato, mi è duopo di riconoscerlo, dei consigli, ben superbi ed anche presuntuosi. Comprendo agevolmente la vostra ribellione. Che! Io non sono qui per offendervi, che certi consigli sono offese. Io sono qui invece per offrirvi il destro di confermarvi nei vostri propositi.
I tre si guardarono sorpresi ed Almerico non trovò motto.
— Spiegatevi — disse invece l'Altariva fino allora silenzioso.
— È facile. Avete un nemico, poichè volete combatterlo. Ma lo conoscete? Questo è uno stato di fatto. Non lo conoscete? E allora prima di combatterlo, cercatelo.
— Ci portate un invito del generale Bonaparte.
— Ahimè non ho questo incarico. Vi dico soltanto: posso introdurre uno di voi nella tenda del generale.