Un aratro spezzato giaceva a mezzo sepolto dalle zolle erbose nel centro d'un campo tutto rosso di fango, di quel rosso vivo che caratterizza le terre di Provenza.
— Laddove il lavoro muore appare il sangue, nobile signore!
L'Altariva rispose:
— Pure la guerra è una necessità.
— Ve l'ammetto: necessità di salasso della umanità rigogliosa troppo. Ma — badate; è un'ipotesi — non potrebbe il salasso diventar periodico e smungere tutti gli inutili?
— Chi chiamate inutile, marchese?
— Difficile domanda. Pure credo che potrò rispondere chiarendo il mio pensiero. Perchè non potrebbe governare un'aristocrazia qual s'intendeva ab antiquo, e cioè una selezione di saggi, la quale distribuisse vite e beni serenamente, estirpando quanto non concorresse con la mente, le braccia, o la bellezza al bene comune?
— Vorreste forse comporre una lunga novella ad imitazione di quelle del signor di Voltaire, marchese?
— Perchè no, mio nobile signore? Dalle fantasie accese spesso è sgorgato più bene che dai cervelli ragionanti.
L'Altariva stava per replicare quando uscì da un avallamento del terreno una voce gioconda: