— Immemore siete dunque, voi, come il Re, Fiorina? E pure è promessa recente e non di parola che il vento possa portarsi.....
Ebbe timore la dama che il conte vaneggiasse. Cennò ai servi che s'avvicinassero e quelli impassibili, alte le torcie enormi, la chiusero in un quadrato inespugnabile.
— Ve ne prego, Luca, parlate chiaro....
Per tutta risposta il conte si svolse dal mantello, cacciò la mano entro l'abito, dalla parte del cuore e ne trasse un foglio piegato a tricorno e legato d'un nastro azzurro.
— Ecco. Mi duole però dover constatare come le vostre promesse vi stiano così poco a cuore.
Fiorina afferrò il foglio, lo svolse, l'aprì, s'avvicinò ad un servo che abbassò la torcia e lesse:
Luca,
il conte Embriaco vi porta il presente per dirvi che mi precede e ch'io vengo a voi, fiduciosa che i nostri destini s'uniscano finalmente come desiderate e come desidera pur sempre
Fiorina di Spigno.
— Ma è falso, Luca! Io non ho mai scritto, io non potevo mai scrivere.... Dio! Perchè insultarmi così, Luca?