L'uomo provò la sensazione d'una mazzata: vacillò, s'afferrò al servo più vicino, d'impeto, sicchè quegli cedette e la torcia violentemente scossa gli bruttò le mani di cera scottante e ne bruttò la fronte del nobile signore. Il servo urlò dal dolore, ma il conte parve invece averne un refrigerio.
S'irrigidì. Mormorò soltanto:
— Ed ho lasciato che l'uccidesse Almerico!
S'avvolse di nuovo nel mantello.
— Addio, Fiorina.
— Luca, Luca, ascoltate — gli sussurrò la dama — calmatevi, salite con me, datemi questa consolazione.....
— Grazie, vi ringrazio, ma non posso venire con voi.... Ho bisogno di restar solo....
— Domani, domani almeno! Vi attendo. Promettetemi di non mancare. Ibleto vi vedrà con piacere.
— Addio, Fiorina, — rispose il conte crollando il capo e cercando di svincolarsi, chè quella lo teneva come in una strettoia.
— Luca.... vi prego.... Luca....