In quella uno scudiero si avanzò nel vano della porta.

— Il signor Nicola Borzone chiede di parlare al signor conte.

Si voltò di scatto il Lascaris.

— Dite al signor Borzone che non l'ho fatto chiamare: che attenda i miei ordini al fortino.

Un lampo di gioia, subito celato, illuminò il volto dell'avventuriero.

— Perdonatemi — susurrò il Lascaris, e si raddrizzò con aggraziata alterezza: perdonatemi. Sono tempi questi in cui bisogna diffidare anche delle persone più legate dal sangue. Non me ne vorrete, io spero, se ho dubitato di voi.

— Non ve ne voglio. Tutt'altro. Penso che il primo dovere di chi cospira, sia il sospettar di tutto e di tutti.

— E chi vi ha detto che io cospiri? — domandò il giovane castellano corrugando le sopracciglie, ripreso a suo malgrado dalla diffidenza.

L'Embriaco evitò lo sguardo inquisitore, non troppo abile nè penetrante del resto, e sorrise.

— Chi non cospira oggi? È dovere ed è l'unico piacere che ci si permetta ancora. Fra due contendenti si parteggia, fra tre si cospira. La Repubblica genovese da una parte, la Francia dall'altra, il Re di Piemonte e cioè l'Austria....