— Non è precisamente l'incarico che bramerei.

Ma lo tenne per sè. Abbozzò invece un inchino e tacque.

— Appunto — riprese la fanciulla. — Ve ne sarei tanto grata, messere!

— Ai vostri ordini. Madamigella!

La figlia del Grimaldi non avvertì il celato dispetto di chi le rispondeva. Nel suo egoista piacere sorrise invece al giovane e raccomandò alla Gilda di servirgli dei rinfreschi.

— Stavo appunto scrivendo quando mi foste annunziato, messere. Datemi licenza, vi prego, che finisca la lettera perchè possa consegnarvela.

Giano Lercari s'inchinò e seguì poi la Gilda che lo precedette allegramente, soddisfatta in cuor suo dello scacco subìto dell'innamorato alfiere.

Rimasta sola, donna Chiara s'avvicinò alla piccola scrivania, sedette su la punta d'una scranna leggera venuta di recente dalla Francia e riprese la lettera incominciata. Rilesse innanzi tutto quello che aveva scritto. La lettera diceva così:

Ventimiglia 19 giugno 17....

Rompo il mio lungo silenzio, giacchè mi si presenta questo poco di tempo opportuno, per rispondere alle vostre graziose ed a me care lettere.