— Signore Eterno Padre dacci la vita santa, che bellezza, madamigella! Queste devono carezzar la pelle più delle nobili mani del signor Filippo!

— Gilda! Gilda! Taci, ti prego — mormorava Chiara arrossendo.

Sei pezze di tela di lino di bellissima qualità... Madamigella Gilda, vi prego di non gingillarvi.... Quattro donzine di fazzoletti, cioè una donzina di tela di Troes, una di lino nuovi, una di tela Pista di prima qualità, sei di Batis con pizzi, e sei di seta.

— Bisognerebbe esser osso di prosciutto come siete voi, magnifico Orengo, per non sentir la voglia d'accarezzare tutte queste belle cose! Quattro donzine come dite.

— Gilda, Gilda, un po' di rispetto per il signor Archivista, ti prego.

— Lasciatela dire, nobile damigella! Non gliene voglio! So bene che — scusate l'irriverenza e l'ardire — so bene che raglio d'asino non va in cielo!

E assicurandosi gli occhiali malfermi continuò:

Otto Braziere, cioè due di Obletto di Francia, due di tela di Troes e quattro di tela di lino.... una tovaglia ricamata di Picardia....

Nel frattempo Gilda alzati gli sguardi alla padrona, aveva mormorato:

— Se è quello il cielo, preferisco l'eresia!