— Osserva! Edmondo Dantès, diss’egli mostrando al conte il cadavere di sua moglie ed il corpo di suo figlio, osserva! guarda, sei tu ben vendicato?...

Monte-Cristo impallidì a quest’orribile spettacolo, comprese che aveva oltrepassato i diritti della vendetta. E si gettò con un sentimento d’angoscia inesprimibile sul corpo del fanciullo, gli riaprì gli occhi, ne tastò il polso, e si slanciò con lui nella camera di Valentina, che chiuse a doppio giro.

— Il figlio mio! gridò Villefort, egli m’invola il cadavere di mio figlio! Oh! maledizione! infelicità! morte su te! — E volle slanciarsi dietro a Monte-Cristo; ma, come in un sogno, sentì i piedi prendere radice, gli occhi si dilatarono in un modo da rompere le orbite, le dita, ricurvate sulla carne del petto, vi si internarono gradatamente finchè il sangue arrossì le sue unghie; le vene delle tempia si gonfiarono di spiriti bollenti che andarono a sollevare la volta troppo stretta del suo cranio, ed immersero il cervello in un diluvio di fuoco. Questa immobilità durò molti minuti, fino a che fu compito lo spaventoso rovescio della sua ragione. Allora mandò un grido seguito da un lungo scoppio di risa, e si precipitò per le scale. Un quarto d’ora dopo, si riaprì la camera di Valentina, ricomparve il conte di Monte-Cristo pallido, coll’occhio tetro, il petto oppresso, tutti i lineamenti della sua figura, ordinariamente così tranquilla, erano sconvolti dal dolore.

Egli teneva fra le sue braccia il fanciullo al quale nessun soccorso aveva potuto rendere la vita. Mise un ginocchio a terra, e lo depose religiosamente vicino a sua madre, colla testa appoggiata sul petto di lei: indi, rialzandosi, uscì, ed incontrando un domestico sulla scala: — Dov’è il sig. de Villefort? domandò egli.

Il domestico senza rispondere, con la mano gli additò la parte che conduceva al giardino. Monte-Cristo discese la scalinata, si avanzò verso il luogo designato, e vide in mezzo ai servitori, che facevano cerchio intorno a lui, Villefort con una vanga in mano che frugava la terra con una specie di rabbia: — Non è ancor qui, diceva egli; non è ancor qui!

E frugava un poco più lontano. Monte-Cristo si avvicinò a lui e gli disse a bassa voce con un tuono quasi umile:

— Signore, avete perduto un figlio; ma...

Villefort lo interruppe: egli non aveva nè ascoltato nè inteso. — Oh! lo ritroverò, diss’egli; avete un bel pretendere ch’egli non c’è più, lo ritroverò, dovessi cercarlo fino al giorno del giudizio finale. — Monte-Cristo addietrò con terrore. — Oh! diss’egli; è pazzo! — E, come avesse temuto che i muri della casa maledetta crollasser su di lui, si slanciò nella strada, dubitando per la prima volta se aveva o no il diritto di fare quel che aveva fatto.

— Oh! basta, basta così, salviamo l’ultimo.

E rientrando in casa sua, Monte-Cristo incontrò Morrel, che entrava nel palazzo dei Campi-Elisi.