— Sì, ma Dio non ha permesso che nostro padre soccombesse, come non ha permesso che Abramo sacrificasse suo figlio; al patriarca, come a noi, inviò un angelo che tagliò a mezza strada le ali alla morte.

Terminava appena di pronunziare queste parole, quando risuonò il campanello. Era il segnale dato dal portinaro che giungeva una visita. Quasi nel medesimo punto si aprì la porta del salotto, e comparve il conte di Monte-Cristo sulla soglia. Fu un doppio grido di gioia per parte dei due giovani sposi. Massimiliano rialzò la testa, e la lasciò tosto ricadere. — Massimiliano, disse il conte senza far sembiante di notare le diverse impressioni che la sua presenza aveva prodotte nei suoi ospiti; io vengo a cercarvi.

— A cercarmi? disse Morrel, come se fosse uscito da un sogno.

— Sì, disse Monte-Cristo, non è convenuto che vi avrei condotto meco, non vi ho prevenuto ieri di tenervi pronto?

— Eccomi, disse Massimiliano, era venuto a dir loro addio.

— E dove andate, sig. conte? domandò Giulia.

— Da prima a Marsiglia, signora.

— A Marsiglia! ripeterono insieme i due sposi.

— Sì, e vi prendo vostro fratello.

— Ah! disse Giulia, riconducetelo guarito.