Morrel voltò la faccia per nascondere il vivo rossore.

— Vi siete dunque accorti che non istava bene?

— Sì, rispose la giovane sposa, ed ho paura ch’egli si annoi a stare con noi. — Io lo distrarrò, riprese il conte.

— Son pronto, signore, disse Morrel, addio, miei buoni amici, addio Emmanuele, addio Giulia!

— Come! addio? gridò Giulia; voi partite così subito, senza preparativi, senza passaporti?

— Questi sono particolari che raddoppiano il dispiacere delle separazioni, disse Monte-Cristo, e Massimiliano, ne sono sicuro, avrà operato con cautela, questo è quanto io gli aveva raccomandato.

— Ho il mio passaporto, e la mia valigia è fatta, disse Morrel colla sua monotona tranquillità.

— Benissimo, disse Monte-Cristo sorridendo, si riconosce l’esattezza di un buon soldato.

— E ci lasciate in tal modo? disse Giulia, sul momento, voi non ci accordate neppur un giorno, neppure un’ora?

— La mia carrozza è alla porta, signora; è necessario che fra cinque giorni io sia a Roma.