Il conte se ne impadronì in tutta fretta, ed i suoi occhi fin dal principio caddero sull’epigrafe, egli lesse:

«Tu strapperai i denti al drago, e calpesterai sotto i tuoi piedi i leoni, ha detto il Signore.»

— Ah! gridò egli, ecco la risposta! Grazie padre mio, grazie! — E cavando di saccoccia un piccolo portafogli che conteneva dieci biglietti di banca di mille fr. ciascuno: — prendi, diss’egli, questo portafogli. — Voi me lo regalate?

— Sì, ma a condizione che tu non vi guarderai dentro che quando io sarò partito. — E ponendosi sul petto la reliquia che aveva ritrovata, e che per lui aveva il prezzo del più gran tesoro, si slanciò fuori del sotterraneo, e rimontando nella barca: — A Marsiglia! diss’egli. — Indi allontanandosi cogli occhi fissi sulla tetra prigione: — Infortunio! diss’egli a coloro che mi hanno fatto rinchiudere in questo tetro carcere, e a coloro che hanno dimenticato che io vi era rinchiuso. — E ripassando davanti ai Catalani, il conte si rivoltò, ed avviluppando la testa nel suo mantello, mormorò il nome di una donna. La vittoria era completa, il conte aveva per due volte atterrato ogni dubbio. Questo nome, ch’egli pronunciò con una espressione di tenerezza che si accostava all’amore, era il nome d’Haydée. Mettendo piede a terra, Monte-Cristo s’incamminò verso il cimitero ove sapeva di ritrovare Morrel. Là pure, dieci anni prima, aveva pietosamente cercata una tomba in quel cimitero, e l’aveva cercata inutilmente. Egli, che ritornava in Francia con dei milioni, non aveva potuto ritrovare la tomba di suo padre morto di fame. Morrel vi aveva ben fatto mettere una croce, ma essa era caduta. Il degno negoziante era stato più fortunato; morto fra le braccia dei suoi figli, fu condotto da loro a riposare vicino a sua moglie che lo aveva preceduto di due anni nell’eternità. Due larghe pietre di marmo, sulle quali erano scritti i loro nomi, stavano stese l’una vicina l’altra in un piccolo recinto chiuso da una balaustrata di ferro ed ombreggiato da quattro cipressi.

Massimiliano era appoggiato ad uno di questi alberi, e fissava sulle due tombe gli occhi che non vedevano. Il suo dolore era profondo, quasi smarrito. — Massimiliano, gli disse il conte, non è lì che devi guardare; è là!

E gli mostrò il cielo.

— I morti sono dappertutto, disse Morrel: non è ciò che voi stesso mi avete detto quando uscivam da Parigi?

— Massimiliano, disse il conte, viaggio facendo, mi avete domandato di fermarvi qualche giorno a Marsiglia: avete sempre lo stesso desiderio?

— Non ho più alcun desiderio, disse Morrel, mi sembra soltanto che aspetterei meno penosamente a Marsiglia che in qualunque altro luogo.

— Tanto meglio, Massimiliano, perchè io vi lascio, e porto meco la vostra parola, non è vero?