— Che intendi dire, di chi vuoi parlare? sarebbe forse di quell’inglese, che giorni sono portò via tremila scudi?
— No, quello aveva in realtà i tremila scudi, e li abbiamo saputi ritrovare: m’intendo di parlare del principe russo; tu ci avevi accusato trentamila lire, e non ne abbiamo ritrovate che ventidue.
— Avrete cercato male.
— È stato Luigi Vampa che ha fatto la perquisizione.
— In questo caso, avrà avuto dei debiti da pagare.
— Un russo? — Ovvero avrà speso il danaro.
— Questo è il più possibile di tutto.
— È sicurissimo; ma, lasciatemi andare al mio osservatorio, altrimenti il francese farà il fatto suo, senza che io possa sapere il positivo della cifra. — Peppino fece un segno affermativo con la testa, e si mise ad osservare alcune incisioni appese al muro, mentre che il commesso spariva dalla stessa porta che aveva dato passaggio al lacchè ed al barone. In capo a circa dieci minuti, ricomparve il commesso tutto raggiante. — Ebbene? domandò Peppino al suo amico.
— All’erta! all’erta! disse il commesso, la somma è rotonda.
— Da cinque a sei milioni, n’è vero? — Sì, tu sai la cifra?