— Oh! sì, sì, io vi ringrazio con tutta l’anima mia, disse Valentina, e se dubitate che i miei ringraziamenti non siano sinceri, ebbene! domandate ad Haydée, interrogate la mia sorella prediletta Haydée, che dal momento della nostra partenza dalla Francia mi ha fatto aspettare pazientemente, parlandomi di voi, e del felice giorno che oggi risplende per me.
— Voi dunque amate Haydée? domandò Monte-Cristo con una emozione che si sforzava invano di dissimulare.
— Oh! con tutta l’anima mia!
— Ebbene! ascoltate, ho una grazia da chiedervi.
— A me, gran Dio! sarei abbastanza felice per...?
— Sì; voi avete chiamata Haydée vostra sorella, ch’ella lo sia in fatto, Valentina; rendete a lei tutto ciò che voi credete di dovere a me! proteggetela voi e Morrel, poichè (la voce del conte era vicina ad estinguersi nella sua gola), poichè d’ora innanzi ella sarà sola al mondo...
— Sola al mondo! ripetè una voce dietro il conte, e perchè? — Monte-Cristo si voltò. Haydée era là, ritta, pallida ed agghiacciata, guardando il conte con un gesto d’immortale stupore: — Perchè domani, figlia mia, tu sarai libera, rispose il conte; perchè tu riprenderai nel mondo il posto che ti è dovuto, perchè non voglio che il mio destino oscuri il tuo. Figlia di principe! ti restituisco le ricchezze ed il nome di tuo padre. — Haydée impallidì, aprì i suoi occhi diafani come la vergine che si raccomanda a Dio, e con voce resa rauca per le lagrime:
— Dunque, mio signore, tu mi lasci? disse ella.
— Haydée! Haydée! tu sei giovane, tu sei bella; dimentica perfino il mio nome, e sii felice!
— Sta bene, disse Haydée, i tuoi ordini saranno eseguiti, mio signore; dimenticherò perfino il tuo nome, e sarò felice.