Ella fece un passo in addietro per ritirarsi.
— Oh! mio Dio, gridò Valentina, mentre sosteneva la testa appesantita di Morrel sopra la sua spalla, non vedete dunque quant’ella soffre?
Haydée le disse con una espressione dilaniante: — Perchè vuoi dunque, sorella mia, che egli mi comprenda? egli è mio padrone, io sono la sua schiava; egli ha il diritto di non veder niente. — Il conte fremette agli accenti di questa voce che andò a risvegliare per fino le fibre più secrete del suo cuore; i suoi occhi s’incontrarono in quelli della giovanetta, e non ne poterono sostenere la forza.
— Mio Dio! mio Dio! disse Monte-Cristo, sarebbe dunque vero quanto mi lasciate supporre, Haydée? voi dunque sareste felice se non mi lasciaste?
— Io sono giovane, amo la vita che tu mi hai resa sempre così dolce, e mi dispiacerebbe di morire.
— Ciò dunque vuol dire che se io ti lasciassi, Haydée?...
— Io morirei, mio signore, sì! — Tu dunque mi ami?
— Oh! Valentina, egli chiede se io l’amo! Valentina, digli dunque se tu ami Massimiliano!
Il conte sentì il suo petto allargarsi ed il suo cuore dilatarsi, aprì le braccia, Haydée vi si slanciò, gettando un grido.
— Oh! sì, io t’amo, diss’ella, t’amo come si ama il padre, il fratello, il marito! io t’amo come si ama la vita, perchè tu sei per me il più bello, il migliore, il più grande degli esseri creati!