L’inglese fece un impercettibile sorriso.
— Voi dicevate adunque che le due carceri...
— Erano separate da una distanza di 50 piedi, continuò de Boville; ma sembra che questo Edmondo Dantès...
— Quest’uomo pericoloso si chiamava...?
— Edmondo Dantès, sì signore; sembra che questo Edmondo Dantès si fosse procurato degli utensili, o ne avesse costruiti, fatto si è che fu ritrovato un corridore sotterraneo per mezzo del quale i due prigionieri comunicavano insieme.
— Questo corridore sarà stato fatto senza dubbio collo scopo di una evasione. — Certamente, ma per disgrazia dei prigionieri, Faria fu colpito da una catalessia, e morì.
— Capisco che ciò dovette sospendere il disegno di evasione.
— Pel morto, sì, rispose de Boville, ma non pel vivo; questo Dantès al contrario vi ritrovò un mezzo per sollecitare la sua fuga; egli senza dubbio pensava che i morti del castello d’If fossero seppelliti in un ordinario cimitero; trasportò il defunto nella sua camera, prese posto nel sacco entro cui era stato cucito, ed aspettò il momento che lo avrebbero seppellito.
— Era un espediente rischioso e che esigeva non poco coraggio, riprese l’inglese.
— Oh! vi ho detto che costui era un uomo molto pericoloso; fortunatamente però che egli stesso ha liberato il governo dai timori che aveva su questo soggetto.