— Fa egli d’uopo che ve lo dica? io temo quasi tanto di chiedere notizie del mio bastimento, quanto di restare nella incertezza, la quale è pure una speranza.

Quindi Morrel aggiunse con voce commossa: — Questo ritardo non è naturale: il Faraone è partito da Calcutta il 5 febbraio, e dovrebbe essere in porto già da un mese.

— Ma che è questo, disse l’inglese tendendo l’orecchio; che vuol dire questo rumore? — Oh! mio Dio! mio Dio! gridò Morrel impallidendo, che vi è ancora di nuovo.

Infatto un gran rumore si fe’ sentire sulle scale, un andare e venire, e s’intese perfino un grido di dolore. Morrel si alzò per andare ad aprire la porta, ma le forze gli vennero meno, e ricadde sulla sedia.

I due uomini rimasero in faccia l’un dell’altro, Morrel non aveva membro che non tremasse, lo straniero guardavalo con una espressione di profonda pietà. Il rumore era cessato, ciò nonostante sarebbesi detto che Morrel aspettava qualche cosa; questo rumore aveva dovuto avere un principio, e doveva avere un fine. Sembrò allo straniero che qualcuno salisse pian piano la scala, e molte persone si fossero fermate sul pianerottolo. Una chiave venne introdotta nella serratura della prima porta, e questa cigolò sui cardini.

— Non vi son che due persone che han la chiave di questa porta, mormorò Morrel; Coclite e Giulia. Nello stesso tempo la seconda porta si aprì, e comparve la giovinetta, pallida e colle guance bagnate di lagrime. Morrel si alzò tutto tremante, e si appoggiò ai bracciuoli del seggiolone, perchè non avrebbe avuto la forza di sostenersi in piedi. La sua voce voleva interrogare, ma voce più non aveva.

— Oh! padre mio! disse la giovinetta giungendo le mani, perdonatemi di essere messaggera di una trista notizia.

Morrel si ricoprì di un pallore mortale; Giulia venne a gettarsi fra le sue braccia. — Oh! padre mio! diss’ella, coraggio! — E così, il Faraone è perduto? domandò Morrel con voce soffocata. — La giovinetta non rispose, ma fece un segno affermativo con la testa che teneva appoggiata al petto del padre. — E l’equipaggio? domandò Morrel.

— Salvato, disse la giovinetta, salvato da quello della Gironda entrato or ora nel porto. — Morrel alzò le mani al cielo con una espressione di sublime rassegnazione e riconoscenza. — Grazie, grazie, mio Dio! disse Morrel; almeno voi non colpite che me solo. — Per quanto flemmatico fosse l’inglese, una lagrima gli bagnò le palpebre.

— Entrate, disse Morrel, entrate perchè suppongo che voi sarete tutti alla porta.