A queste grida la sig.ª Morrel accorse, e si gettò fra le braccia del figlio. — Madre mia! disse il giovine guardando alternativamente la madre e la sorella; che avvenne? La vostra lettera mi ha spaventato e io accorro! — Giulia, disse la sig.ª Morrel, facendo un segno al figlio, va a dire a tuo padre che è giunto Massimiliano. — La giovinetta si slanciò fuori dell’appartamento; ma sul primo gradino della scala incontrò un uomo che teneva una lettera in mano. — Non siete voi madamigella Giulia Morrel? disse quest’uomo con un accento italiano il più puro. — Sì, rispose Giulia balbettando; ma che volete? non vi conosco. — Leggete questa lettera, disse l’uomo, presentandole il biglietto. — Giulia esitava. — Ne va della salute di vostro padre! disse il messaggero. — La giovinetta gli tolse il biglietto dalle mani, poi l’aprì e lesse con ansietà.
«Portatevi in questo medesimo punto ai viali di Meillan, entrate nella casa N. 15; domandate al portinaro la chiave della camera del quinto piano; entratevi; prendete sull’angolo del caminetto una borsa di cordonetto di seta, rossa, recatela subito a vostro padre. È indispensabile che l’abbia prima delle undici. Voi mi avete promesso di obbedirmi ciecamente; invoco la vostra promessa.»
«Sindbad il marinaro»
La giovinetta gettò un grido di gioia, volle interrogare l’uomo che le aveva rimesso il biglietto, ma questi era già disparso. Ella riportò allora gli occhi sul biglietto per leggerlo una seconda volta, si accorse che vi era un post scriptum; e lo lesse.
«È importante che adempiate questa missione in persona, e sola; se verrete in compagnia o che altri si presenti in vece vostra, il portinaro vi risponderà che non sa ciò che volete dire.»
Questo post-scriptum fu una forte repressione alla gioia della giovinetta. Aveva ella a temer qualche cosa? Poteva esser questo un laccio che le si tendeva? la sua innocenza non le permetteva di sapere quali erano i pericoli che poteva correre una giovinetta della sua età. Ma non v’è bisogno di conoscere i pericoli per temerli; anzi vi è una cosa notevole ed è che si temono precisamente di più i pericoli che non si conoscono.
Giulia esitò; risolvè di domandar consiglio, ma per uno strano sentimento non lo chiese nè a sua madre nè a suo fratello, ricorse ad Emmanuele. Ella discese, gli raccontò l’accaduto nel giorno in cui il mandatario della casa Thomson e French venne da suo padre; dissegli la scena della scala, gli ripetè la promessa che aveva fatto, e gli mostrò la lettera.
— Bisogna andarvi, madamigella, disse Emmanuele.
— Andarvi? mormorò Giulia. — Sì, vi accompagnerò.
— Ma non avete letto che debbo andarvi sola? — Voi sarete egualmente sola; io vi aspetterò all’angolo della strada Musée, e se tardate in modo da farmi nascere qualche inquietudine, verrò a raggiungervi, e ve ne rispondo; disgraziati coloro di cui avrete a lamentarvi! — In tal modo, Emmanuele, riprese esitando la giovinetta, il vostro consiglio è che io mi porti a questo invito? — Sì, il messaggero non vi ha detto che si tratta della salute di vostro padre?