— Ma questo fuoco, continuò Franz, mi sembra piuttosto un motivo di sicurezza che d’inquietudine: gente che temesse di essere veduta non accenderebbe il fuoco.

— Oh! questo non vuol dir niente, rispose Gaetano, se voi in mezzo a questa oscurità poteste giudicare della posizione dell’isola, vedreste che questo fuoco acceso nel punto ove è, non può essere scorto, nè dalla Corsica, nè dalla Pianosa, ma soltanto in alto mare.

— Credete che ci annunzi cattiva compagnia?

— Questo è quello di che bisognerà assicurarci, rispose Gaetano il quale teneva sempre gli occhi fissi sull’isola.

— E come volete assicurarvene? — State a vedere.

A queste parole Gaetano tenne un breve consiglio coi compagni, e dopo cinque minuti venne eseguita nel più gran silenzio una manovra mercè la quale in un memento fu virato di bordo; allora si riprese il cammino già fatto, e qualche secondo dopo questo cambiamento di direzione il fuoco disparve nascosto dietro a un sollevamento del terreno. Allora il pilota dette al piccolo bastimento, con una girata di timone, una nuova direzione, e si avvicinarono visibilmente all’isola che più non era distante che 50 passi. Gaetano tolse la vela, e la barca rimase stazionaria. Tutto ciò fu fatto nel più gran silenzio; dopo il cambiamento di direzione non era stata pronunciata una parola a bordo. Gaetano, che aveva proposta la spedizione, ne aveva presa sopra di sè tutta la responsabilità. Gli altri tre marinari mentre preparavano i remi, e stavano pronti a fuggire remando, non toglievano lo sguardo da lui per eseguire quella qualunque manovra che lor venisse ordinata da un gesto, e che mercè l’oscurità si sarebbe potuta eseguire molto facilmente. Franz visitava le armi colla prontezza d’animo che abbiamo in lui riconosciuta; aveva due fucili a due canne, ed una carabina; li caricò, si assicurò degli acciarini, e aspettò.

Durante questo tempo Gaetano si era tolto il cappotto e la camicia, aveva assicurati i calzoni intorno ai fianchi, e siccome avea i piedi nudi, si risparmiò la pena di levarsi le calze e le scarpe. Una volta così abbigliato, si mise l’indice della mano davanti alle labbra per ordinare il più profondo silenzio, e si lasciò immergere nel mare; nuotò verso l’isola con tal cautela che riesciva impossibile il discernere il più piccolo rumore. Potevasi soltanto seguire collo sguardo la traccia del suo tragitto dal solco fosforescente che eccitavano i suoi movimenti. Questo solco ben presto disparve: era segno evidente che Gaetano aveva preso terra. Sul piccolo bastimento rimasero tutti immobili per una mezz’ora, scorsa la quale videsi ricomparire dalla riva alla barca il solco luminoso. In pochi momenti Gaetano aveva raggiunta la barca.

— Ebbene? fecero ad un tempo Franz e i tre marinari.

— Ebbene! diss’egli, sono contrabbandieri spagnuoli; essi hanno soltanto con loro due banditi corsi. — E che fanno questi coi contrabbandieri spagnuoli? — Eh! mio Dio! eccellenza, rispose Gaetano con un accento di vivo amore del prossimo, bisogna bene aiutarsi gli uni con gli altri. Spesse volte i banditi vengono un poco troppo pressati su la terra dai gendarmi e dai carabinieri; ebbene! allora ritrovano una barca, ed in essa dei buoni diavoli come noi; vengono a domandarci l’ospitalità nella nostra casa galleggiante. Si può fare a meno di prestare soccorso ad un povero diavolo perseguitato? noi li riceviamo a bordo, e per maggior sicurezza prendiamo il largo. Ciò non costa nulla, e salva la libertà, o per lo meno la vita, a qualcuno dei nostri simili, il quale, all’occasione, sa essere riconoscente al servigio reso, indicandoci un buon luogo ove sbarcare le nostre mercanzie senza essere incomodati dai curiosi.

— Va bene, disse Franz, anche voi, mio caro Gaetano, siete dunque un po’ contrabbandiere? — Eh! che volete, disse con un sorriso impossibile a descriversi, si fa un po’ di tutto; bisogna pur vivere: — Allora voi siete con persone di conoscenza quando vi trovate cogli abitanti che a quest’ora sono a Monte-Cristo. — Circa; noi marinari abbiamo alcuni segni per riconoscerci. — E credete che non avrem nulla a temere sbarcando anche noi? — Assolutamente nulla! i contrabbandieri non sono ladri! — Ma questi due banditi corsi... riprese Franz, calcolando prima tutte le eventualità del pericolo. — Eh! mio Dio, disse Gaetano, non è colpa loro se sono banditi, ma colpa altrui. — In che modo? — Senza dubbio! essi sono perseguitati non per altro, che per aver fatta la pelle a qualcuno, mossi da spirito di vendetta, (del che non li lodo già io), ma pure accade così.