— Il mio nome deve essere del tutto sconosciuto a questi signori, rispose Franz; dunque dite loro soltanto che io sono un francese che viaggia per diletto.

Allorchè Gaetano ebbe trasmessa questa risposta, la sentinella dette un ordine ad uno degli uomini assisi intorno al fuoco che subito si alzò, e disparve fra le rocce. Successe un silenzio di qualche minuto. Ciascuno sembrava preoccupato dei proprii affari: Franz dello sbarco, i marinari delle vele, i contrabbandieri del loro capretto; ma in mezzo a questa apparente noncuranza tutti si osservarono attentamente.

L’uomo che erasi allontanato ricomparve ben tosto dal lato opposto a quello da cui era disparso; fece un segno colla testa alla sentinella che voltandosi alla barca si limitò di dire, s’accomodi.

Il s’accomodi degl’italiani non è traducibile in altra lingua: significa ad un tempo, «Venite, entrate, siate il ben venuto, fate come se foste in casa vostra, voi siete il padrone;» il s’accomodi, è quella frase turca di Molière che meravigliava tanto il gentiluomo borghese per la quantità di significati che conteneva. I marinari non se lo fecero dir due volte; in due colpi di remi, la barca toccò terra: Gaetano saltò a prua, cambiò ancora qualche parola a voce bassa con la sentinella, i compagni discesero l’un dopo l’altro, quindi finalmente toccò a Franz.

Egli aveva uno dei fucili a bandoliera: Gaetano l’altro: uno dei marinari teneva la carabina. Il vestito era un misto del costume di un artista e di un elegante, non ispirò perciò alcun sospetto ai suoi ospiti e per conseguenza nessuna inquietudine. Fermata la barca alla spiaggia, si avviarono per cercare un comodo sito al bivacco; ma la direzione che presero non piaceva al contrabbandiere che faceva le funzioni di vigilatore, perchè gridò a Gaetano: — Non andate da quella parte!

Gaetano balbettò una scusa, e senza aggiungere parola si avanzò dalla parte opposta, mentre che due marinari accesero dei tronchi d’albero al fuoco per illuminare il sentiero.

Fecero circa trenta passi e si fermarono sopra una piccola spianata, tutta circondata di rocce nelle quali erano stati scolpiti alcuni sedili, incavati in modo che vi si poteva stare seduti al coperto. Intorno intorno verdeggiavano alcune querce selvagge e dei cespugli di mirto. Franz prese uno dei tronchi accesi che servivano di torcia, e fu il primo a riconoscere dalla comodità del luogo, che questa doveva essere una delle stazioni abituali dei visitatori dell’isola di Monte-Cristo.

In quanto alla sua aspettativa di avvenimenti, essa era cessata, una volta messo piede a terra, una volta veduta la disposizione se non amichevole, almeno indifferente dei suoi ospiti, ogni preoccupazione era disparsa, e all’odore del capretto che arrostivasi nel vicino bivacco, la preoccupazione erasi cambiata in appetito. Egli disse due parole a Gaetano su questo nuovo incidente, e questi rispose che nulla era più facile quanto l’allestire una cena in pochi minuti, avendo essi nella barca del pane, del vino, le sei pernici prese alla caccia, e un buon fuoco per farle arrostire.

— D’altra parte, aggiunse egli, se V. E. si trova tentato dall’odore del capretto, posso andare dai nostri vicini con due dei vostri uccelli ed offrirli in cambio di un pezzo del loro quadrupede.

— Fate, disse Franz, fate pure Gaetano; voi siete nato veramente col genio di negoziare.