— Sono stato io che sono venuto prima, e non voi che avete ritardato, rispose lo straniero nel più puro toscano; non facciamo cerimonie, perchè quand’anche mi aveste fatto aspettare, sarei ben certo che non sarebbe stato per qualche motivo dipendente dalla vostra volontà.
— Ed avete ragione, eccellenza, vengo da castel S. Angelo, ed ho avuto tutte le difficoltà possibili per poter parlare a Beppe. — Chi e questo Beppe? — Beppe è un impiegato delle prigioni al quale io passo una piccola rendita mensile per sapere ciò che succede in castello. — Ah! ah! vedo bene che siete un uomo pieno di cautele, mio caro. — Che volete, eccellenza, non si sa ciò che può accadere: forse io pure sarò un giorno o l’altro preso nella rete, come quel povero Peppino, ed avrò io pure bisogno di un sorcio per rodere qualche maglia della mia prigione.
— Alle corte, che avete saputo?
— Che martedì vi saranno due esecuzioni, a due ore, siccome è solito qui in certe ricorrenze particolari. Uno dei condannati sarà impiccato; è un miserabile che ha ucciso quella stessa persona che lo aveva allevato, e questi non merita alcun interessamento; l’altro sarà decapitato, e questi è il povero Peppino.
— Che volete, mio caro, voi ispirate un terrore così grande non solo al governo pontificio, ma eziandio agli stati vicini, che assolutamente si vuol dare un esempio.
— Ma Peppino non faceva neppur parte della mia banda; era un povero pastore che non ha commesso altro delitto, che quello di fornirci di viveri.
— E ciò lo costituisce vostro complice in piena regola. Anzi vedete che gli si usano dei riguardi. Invece di appiccarlo come faranno a voi se mai vi metteranno le mani addosso, si contentano di ghigliottinarlo. E vedete bene che daranno due spettacoli differenti.
— Senza contar quello che gli preparo io, e che non si aspettano, soggiunse il Trasteverino.
— Mio caro, permettetemi di dirvi che mi sembrate del tutto disposto a fare qualche sciocchezza.
— Sono disposto a far di tutto per impedire l’esecuzione di quel povero diavolo, che si trova nell’impaccio per avermi servito. Io mi terrei per un vile, se non facessi qualche cosa per questo bravo giovane.