— Ho ritrovato anche meglio di ciò, rispose egli con un’aria indicante essere perfettamente soddisfatto di sè stesso.

— Ah! mio caro Pastrini, guardatevi, disse Alberto; il meglio è nemico del bene.

— Le V. E. si fidino di me, disse Pastrini col tuono di persona sicura di sè.

— Ma finalmente che c’è? domandò Franz a sua volta.

— Sapete, disse l’albergatore, che il conte di Monte-Cristo abita su questo medesimo piano.

— Credo bene, che lo sappiamo, disse Alberto, poichè è per lui che noi siamo alloggiati come due studenti della strada Saint-Nicolas-du-Chardonnet.

— Ebbene! egli sa il vostro impaccio, e vi offre col mio mezzo due posti nella sua carrozza, e due posti alle sue finestre del palazzo Ruspoli.

Alberto e Franz si guardarono.

— Ma, domandò Alberto, dobbiamo accettare l’offerta di questo straniero? di un uomo che non conosciamo?

— Che uomo è questo conte di Monte-Cristo? domandò Franz all’albergatore.