— Ebbene! sapete se le persone che vi si vedono sono ricche o povere? se i loro grani di frumento sono rubini o diamanti? essi hanno l’aspetto di miserabili pescatori, n’è vero? voi li trattate come tali, e d’un subito vi aprono qualche caverna misteriosa, e vi trovate un tesoro da comprare le Indie: il mio conte di Monte-Cristo è uno di quei pescatori: ha perfino un nome tolto da quella professione, si chiama Sindbad il marinaro, e possiede una caverna piena d’oro.
— L’avete veduta? domandò Beauchamp.
— Io no; Franz sì. Ma zitti! non bisogna dire una parola di tutto ciò davanti a lui. Franz vi discese cogli occhi bendati, e fu servito da uomini muti, e da donne, in paragone delle quali Cleopatra non era, a quanto pare che una lorette. Soltanto delle donne egli non è ben sicuro, attesochè esse non apparvero che dopo aver mangiato dell’hatchis; di modo che potrebbe darsi che quelle che ha prese per donne, non fossero state bonariamente che statue.
I giovani amici guardarono Morcerf con uno sguardo che voleva dire: — Ma che mio caro, diventate voi insensato, o vi burlate di noi?
— In fatto, disse Morrel pensieroso, ho inteso raccontare anch’io da un vecchio marinaro, chiamato Penelon qualche cosa di consimile a ciò che dice il signor di Morcerf.
— Ah! fece Alberto, sono ben fortunato che Morrel venga in mio aiuto. Vi dispiace, n’è vero, ch’egli getti un gomitolo di filo nel mio laberinto? — Perdonate, mio caro ma ci raccontate cose tanto inverisimili... — Ah! per bacco! perchè i vostri ambasciatori, i vostri consoli non ve ne parlano! essi non ne hanno il tempo, hanno troppo da fare nel molestare i loro compatriotti che viaggiano.
— Ah! ecco che v’inquietate, e ve la prendete coi nostri poveri diplomatici. Eh! mio Dio! con che volete che vi proteggano? la Camera corrode ogni giorno i loro stipendi, ed ora è al punto di non trovarne più. Volete diventare ambasciatore? vi farò nominare a Costantinopoli.
— No, perchè il sultano alla prima nota in favore di Mehemet-Alì, mi manderebbe il cordone, e i miei segretari mi strangolerebbero.
— Vedete bene! disse Debray. — Sì, tutto ciò non toglie che esiste il mio conte di Monte-Cristo! — Per bacco! tutti gli uomini esistono, bel miracolo! — Tutti gli uomini esistono, ma non in simili condizioni. Tutti gli uomini non hanno schiavi neri, gallerie principesche, armi alla Casauba, cavalli da 6 mila franchi l’uno, e greche mantenute.
— L’avete voi veduta la Greca da lui mantenuta?