— Ah! è veramente originale! non potè far di meno di dire Beauchamp. — E grandemente principesca! aggiunse Château-Renaud. — Come, voi non conoscete la vostra casa? domandò Debray. — No, disse Monte-Cristo. Vi dissi già che non voleva tardare al convegno. Feci la mia toletta in carrozza, e sono venuto a discendere alla porta del visconte.

I giovani si guardarono l’un l’altro; essi non sapevano se Monte-Cristo avesse voluto rappresentare una commedia; ma tutto ciò che usciva dalla bocca di quest’uomo, aveva, non ostante la sua originalità, una tale impronta di semplicità, che non potevasi supporre ch’egli avesse dovuto mentire. D’altra parte, perchè avrebbe egli mentito? — Bisognerà dunque contentarsi di rendere al sig. conte, disse Beauchamp, tutti quei piccoli servigi che saranno in nostro potere. Io, nella mia qualità di giornalista, gli apro tutti i teatri di Parigi. — Grazie, signore, disse sorridendo Monte-Cristo, il mio intendente ha di già ricevuto l’ordine di prendere in fitto un palco in ciascuno d’essi. — E il vostro intendente è pure uno della Nubia, un muto? domandò Debray.

— No, signore, egli è semplicemente un vostro compatriotta, se pure un Corso è compatriotta di qualcuno; ma voi lo conoscete, sig. de Morcerf.

— Sarebbe egli per caso quel bravo Bertuccio, che è così esperto a prendere in fitto le finestre?

— Precisamente, e voi lo avete veduto da me, quel giorno ch’ebbi l’onore di avervi a colazione meco. È un bravissimo uomo, che è stato un po’ soldato, un po’ contrabbandiere, un po’ infine di tutto ciò che si può essere. Non giurerei neppure che non abbia avuto qualche intrigo colla polizia, per una miseria, qualche cosa di consimile ad un colpo di coltello.

— Ed avete scelto quest’onesto cittadino del mondo, per vostro intendente, sig. conte? disse Debray; e quanto vi ruba ogni anno?

— Ebbene! parola d’onore! disse il conte, niente più di un altro, ne sono sicuro; ma mi conviene, non conosce l’impossibilità, ed io lo tengo.

— Allora, disse Château-Renaud, eccovi con una casa montata; voi avete un’abitazione ai Campi-Elisi, domestico, intendente: non vi manca più che una moglie.

Alberto sorrise: pensava alla bella Greca veduta nel palco del conte al teatro Valle, e al teatro Argentina.

Da lungo tempo erano passati alle frutta, ed ai sigari.