— Io? no, Alberto, ma capirete, queste rose, queste tuberose, questi fiori di arancio incomodano nei primi calori quando non si è ancora abituati, sì violenti profumi...
— Allora; madre mia, disse Alberto portando la mano al campanello, bisogna farli portare nella vostra anticamera: siete veramente indisposta; anche poco fa, quando entraste, eravate molto pallida. — Ero pallida, dite voi, Alberto? — Di un pallore che vi sta a meraviglia, madre mia, ma che però non ha spaventato meno mio padre e me.
— Vostro padre ve ne ha parlato? domandò vivacemente Mercedès. — No, signora, ma fu a voi stessa che diresse questa osservazione. — Non me ne ricordo, disse la contessa.
Entrò un cameriere, chiamato dal suono del campanello tirato da Alberto. — Portate questi fiori in anticamera, o nel gabinetto della toletta, disse il visconte, essi fanno male alla sig.ª contessa. — Il cameriere obbedì.
Vi fu un abbastanza lungo silenzio che durò tutto il tempo dello sgombero.
— Che è dunque questo nome di Monte-Cristo? chiese la contessa quando il domestico uscì portando via l’ultimo vaso di fiori. È un nome di famiglia, un nome di una terra, o un semplice titolo?
— Questo è, io credo, un titolo, madre, e nient’altro. Il conte ha comprata un’isola nell’arcipelago toscano, ed ha, per quanto ha detto egli stesso questa mattina, fondata una commenda. Voi sapete che ciò si usa per santo Stefano di Firenze, per san Gregorio Costantiniano di Parma, ed anche per l’ordine di Malta. Del rimanente non ha alcuna pretensione di nobiltà, e si chiama un conte per caso, quantunque l’opinione generale di Roma fosse che il conte sia un gran signore.
— I suoi modi sono eccellenti, per quanto ho potuto giudicarne nei pochi momenti che si è trattenuto.
— Oh! perfetti, madre mia, anzi tanto perfetti, che sorpassano molto tutto ciò che ho conosciuto di più aristocratico nelle tre nobiltà più orgogliose d’Europa, cioè nella nobiltà Inglese, Spagnuola, e Germanica. — La contessa riflettè un momento, poi dopo una breve esitazione riprese:
— Avete veduto, mio caro Alberto... questa è una domanda da madre che vi faccio, lo capirete, avete veduto il signor di Monte-Cristo nel suo interno? voi avete della perspicacia, voi avete uso di mondo, e un tatto maggiore di quello che d’ordinario si ha alla vostra età; credete che il conte sia quello che comparisce realmente d’essere?